Formazione dell'Archivio

L’Archivio di Stato di Palermo, come avvenne per altri archivi di città che furono capitali di Stati preunitari, conserva la documentazione superstite degli uffici centrali, prima del regno di Sicilia, sotto le dominazioni dei Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, poi dal 1412 del viceregno e infine dal 1816 della luogotenenza del regno di Napoli.
La struttura amministrativa del regno di Sicilia, creata dai Normanni, rimase pressocchè immutata nel corso dei secoli tanto che le serie documentarie conservate nell’Archivio di Palermo non hanno soluzione di continuità e nei vari passaggi di regime si mantennero immutate.
Altra parte cospicua della documentazione conservata è rappresentata dagli atti dei notai del distretto di Palermo e provincia, dalle carte degli archivi privati di famiglie e di persone, dagli archivi delle corporazioni religiose soppresse, incamerati dallo Stato, di cui fanno parte le 6160 pergamene che costituiscono il diplomatico.
Una caratteristica dell’Archivio palermitano è la presenza dell’elemento pubblico nella documentazione in esso conservata, anche in archivi prodotti da privati, enti o persone. Così per quanto riguarda gli archivi di famiglia, la parte relativa all’amministrazione dei beni di origine feudale è prevalente a quella relativa ai beni allodiali. In molti archivi privati si trovano inoltre scritture riferentisi ad attività propriamente pubbliche svolte dai componenti delle diverse famiglie o nelle vesti di titolari delle cariche pubbliche rivestite.

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